Lunger e Giacomelli dominano la Sellaronda
Alla 14.a edizione della Sellaronda Skimarathon, la classica scialpinistica dei quattro Passi, trionfa ancora una volta la coppia dei record. Partiti da Corvara alle ore 18.00, Hansjoerg Lunger e Guido Giacomelli, recente argento a coppie ai mondiali corsi in terra svizzera, hanno affrontato i quattro Passi in programma: Campolongo, Pordoi, Sella e Gardena, letteralmente “bruciati”, prima di rituffarsi sul traguardo di Corvara, andando a coprire i 42 km di gara con l’incredibile tempo di 3h15’07”, nonché ad abbassare il precedente primato, fatto registrare sempre da loro un anno fa, di oltre 4’.
E record è stato anche quello degli atleti in gara (ben 377 le coppie iscritte), con i pettorali che quest’anno si sono esauriti in soli 17’ dall’apertura delle iscrizioni. Una lunga carovana di “fari”, quelli fissati al casco di ogni concorrente, a regalare al numeroso pubblico accorso (soprattutto nelle zone del cambio pelli), uno spettacolo unico nel suo genere. L’altro record, come detto, è stato quello cronometrico, davvero impressionante, per una media di gara che ha raggiunto i 12,92 km/h.
Un fatto che si riesce a spiegare con la forma ancora “mondiale” dei due, appena tornati dall’avventura iridata (Giacomelli, oltre all’argento a coppie, ha pure vinto l’oro nell’individuale), ma anche con le ideali condizioni della neve (la temperatura si aggirava attorno allo “zero”), a favorire gli atleti soprattutto nei tratti in salita.
Il resto lo ha fatto il collaudato talento della coppia, che ha costretto la pur agguerrita concorrenza ad accontentarsi della lotta per i gradini più bassi del podio. Le sole squadre ad aver tentato di tenere il passo dei primi, ma solamente nelle battute iniziali di gara, erano state quelle composte dai valtellinesi Boscacci e Murada e dal duo, recente oro in staffetta con Brunod e Reichegger, composto da Martin Riz e Dennis Trento.
Il Campolongo, prima ascesa di giornata, screma il gruppo di testa. Il Pordoi, seconda fatica in verticale, ammazza la gara, con Giacomelli e Lunger a forzare il ritmo: in vetta i minuti di vantaggio saranno già 3, sul traguardo oltre 11.
Boscacci e Murada, dopo essere stati passati da Riz e Trento nella discesa che conduceva al cambio pelli di Arabba, reagiscono, riprendendosi sulla salita del Pordoi quel secondo posto che manterranno fin sotto lo striscione d’arrivo, mentre Riz, bloccato dai dolori di stomaco sulla salita di Passo Sella, sarà costretto a farsi trainare dal compagno, nonché a doversi accontentare del settimo posto. Stessa sorte per Jean Pellissier, a farsi tirar su con il cordino da un Mirco Mezzanotte apparso davvero in ottima forma, ma costretto a rallentare (i due chiuderanno ottavi).
La lotta per il terzo gradino del podio si deciderà sull’ultima ascesa, quella che da Selva Gardena conduce a Dantercepies, in vetta al Passo Gardena, imboccata al terzo posto dalla coppia Pedrini-Lanfranchi, letteralmente crollata nel finale (chiuderà sesta).
Ad approfittarne, a quel punto, erano gli austriaci Ringhofer e Verbnjack, capaci di recuperare il minuto e 10” che li separava dal podio all’imbocco dell’ultima salita.
Al femminile, invece, successo in solitaria per la coppia targata Trentino-Alto Adige composta da Orietta Calliari e Annemarie Gross, le quali hanno chiuso con il tempo di 4h24’04”, lasciando ad oltre 5’ le seconde classificate, le fassane Michela Rizzi e Carla Jellici. Sul gradino più basso del podio, poi, c’è ancora una volta il cognome Lunger. Non è certo quello di Hansjoerg, trionfatore al maschile, quanto piuttosto quello di sua figlia Tamara, recente oro e bronzo mondiale in Svizzera (categoria Espoir) e ieri terza in coppia con Elisa Fleischmann.
A quel punto erano le ore 22.35, con gli arrivi che si sono poi succeduti fin dopo mezzanotte, con il sopraggiungere in lontananza dei faretti fissati sul casco degli atleti a far scaldare le mani al numeroso pubblico presente all’arrivo.