Giacomel vince anche la sprint di Oberhof, con dedica a Bakken
Quarta vittoria in carriera in Coppa del Mondo di biathlon, la terza della stagione. Tommaso Giacomel ha ripreso da dove aveva lasciato e ha aperto il 2026 agonistico con uno splendido successo nella sprint che ha aperto il weekend di gare di Oberhof, in Germania.
Il primierotto delle Fiamme Gialle, che il 21 dicembre scorso aveva trionfato nella mass start di Annecy, in Francia, si è imposto al termine di una competizione tiratissima, nella quale quasi tutti hanno commesso errori al poligono. Giacomel ne ha commesso uno, nel tiro da terra, poi uno splendido “zero” in piedi e, soprattutto, una prestazione sugli sci di livello assoluto, a conferma dell’ottimo momento di forma dell’azzurro, che può sognare in grande in vista dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina.
Il trentino ha chiuso la propria prova con il tempo di 25'01"7, precedendo di 13” il tedesco Philipp Nawrath e di 23”2 il norvegese Johannes Dale-Skjevdal, saliti assieme a lui sul podio.
Bene anche l’altoatesino Lukas Hofer, ottavo a 43”5 (con un errore al tiro) in coabitazione con lo svedese Jesper Nelin, l’unico dei biathleti in top 10 ad essere uscito indenne dai due poligoni.
Per Giacomel si tratta del terzo successo stagionale in Coppa del Mondo, il secondo nella specialità sprint, dopo quello conseguito a Hochfilzen. Il venticinquenne del Primiero ha tagliato il traguardo con il dito puntato al cielo, dedicando la vittoria all’amico Sivert Bakken, l'atleta norvegese morto nel sonno durante un ritiro pre-olimpico a Passo Lavazé a fine dicembre 2025. Un pensiero che ha conferito un valore aggiunto al prestigioso risultato.
Giacomel: «Uno dei giorni più controversi della mia vita»
Tommaso Giacomel ha centra ad Oberhof la quarta vittoria della carriera, la terza della stagione, seconda consecutiva dopo la mass start di Annecy. Ma nell’intimo dell’azzurro c’è il pensiero all’amico Sivert Bakken, venuto improvvisamente a mancare poco prima di Natale.
«Credo sia uno dei giorni più controversi della mia vita – ha confessato Giacomel –. Uno dei più tristi ed uno dei più belli a livello sportivo. Vincere una gara di Coppa del Mondo dovrebbe dare tanta gioia, ma non ho nulla di cui essere felice oggi, se non per la mia performance che è stata buona. Ho tante sensazioni nella testa: tristezza e rabbia. È difficile spiegare come mi sento, quando viene a mancare qualcuno molto speciale, si stravolge un po’ il quotidiano. Ma bisogna tornare a fare il proprio lavoro nel miglior modo possibile e credo di averlo fatto nei giorni scorsi, anche se è stato difficile. È il mio lavoro, ma non è divertente al momento».
Il primierotto ha poi analizzato la sua prova. «La mia bravura nel fare biathlon oggi mi ha trasportato completamente - ha aggiunto -. Prima del via non avrei puntato nulla su un buon risultato. Ho cercato di mantenere il focus sulla gara il più possibile, di fare le cose semplici e sono riuscite bene, da quel punto di vista sono soddisfatto. Nel giro finale i tecnici mi urlavano che lo stavo facendo per me e anche per Sivert e questo mi ha dato qualcosa in più da dare. Credo che Sivert sarebbe stato orgoglioso di me oggi. Ringrazio la mia compagna Elisa e la mia famiglia: avere avuto loro al mio fianco in quei giorni mi ha aiutato molto, hanno saputo distrarre la mia attenzione e sono felice di avere persone come loro al mio fianco».