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Nadia regala il bis, ma è grande atletica trentina a Firenze

Nadia Battocletti concede il bis, di nuovo. Ma è tutta l'atletica trentina ad uscire col sorriso dai Campionati Italiani Assoluti di Firenze, capaci di portare in dote il doppio oro della fenomenale nonesa ma anche l'argento di Asia Tavernini (Fiamme Oro) nel salto in alto ed i bronzi di Giulia Riccardi (Gs Trilacum, lungo), Elena Cambolo (Us Quercia Dao Conad, 200), Simone Valduga (Aeronautica, 1500) e Linda Palumbo (Us Quercia Dao Conad) nei 3000 siepi.

Sabato sera Battocletti aveva gioito nei 5000, domenica lo Stadio Ridolfi l'ha applaudita al termine dei 1500 metri, con un giro finale pronto a frenare le ambizioni di Laura Pellicoro per concretizzare la seconda doppietta consecutiva, dopo quella centrata dodici mesi fa a Caorle, sulle medesime distanze.

Il sorriso di Nadia Battocletti nella foto di Francesca Grana / FIDAL
Il sorriso di Nadia Battocletti nella foto di Francesca Grana / FIDAL

Tempo di 4'17"29 per StraordiNadia che ha dimostrato di essere sulla strada della piena efficienza, una volta superati i problemi di periostite emersi dopo il Golden Gala dello scorso giugno.
E tra tre settimane, Battocletti tornerà in gara a Birmingham, per provare a regalarsi un altro sogno dopo i due ori dei Campionati Europei di Roma 2024.
Negli stessi 1500 metri - Pellicoro e Majori sul podio - ottavo posto per la valsuganotta Valeria Minati (Us Quercia Dao Conad) in 4'24"58.

Come detto, i due ori di Battocletti sono la punta di un iceberg composto di ben sette medaglie trentine, che si aggiungono alle tre (oro di Alberto Nonino e Giulia Riccardi, argento di Scilla Benussi) conquistate nelle prove multiple.

Sul secondo gradino del podio tricolore ha trovato posto Asia Tavernini: dopo il titolo del 2025 la rivana ha duellato ancora una volta con l'amica Idea Pieroni che ha avuto la meglio grazie ad un balzo oltre l'1,90 contro l'1,87 della poliziotta gardesana; ottava piazza per Pamela Croce (US Quercia DAo Conad), fermatasi a 1,70.

Asia Tavernini nella foto di Francesca Grana / FIDAL
Asia Tavernini nella foto di Francesca Grana / FIDAL

Primato personale eguagliato quindi da Giulia Riccardi: il 6,35 della sesta ed ultima serie di salti ha condotto la ventitreenne di Cadine a pochi centimetri dalle medaglie più preziose, finite al collo di Arianna Battistella (6,42) e Greta Brugnolo (6,40) ma per la trilacense allieva di papà Cristian si tratta del secondo podio assoluto nel giro di pochi giorni, dopo il titolo conquistato nell'eptathlon.

Giulia Riccardi in azione nella foto di Francesca Grana / FIDAL
Giulia Riccardi in azione nella foto di Francesca Grana / FIDAL

Discorso analogo per Elena Cambiolo: campionessa italiana under 23 e grande rivelazione stagionale, la veronese della Quercia ha chiuso al terzo posto i 200 metri in un 23"11 che conferma i grandi progressi di questo 2026, in una sfida che l'ha vista terza dietro la rientrante Vittoria Fontana (23"03) e all'esperta Gloria Hooper (23"10). Una finale che ha visto protagonista anche Nancy Demattè (Us Quercia Dao Conad), settima in 24"17.
Un concetto che si adatta alla perfezione anche a Simone Valduga: il mezzofondista di Besenello, reduce a sua volta dal titolo italiano promesse, ha voluto interpretare da protagonista i 1500 metri assoluti, cedendo solo nel finale al ritorno di Pietro Arese e Joao Bussotti, per un terzo posto in 3'59"52; settimo Pietro Pellegrini (Atletica Valle di Cembra, 4'02"46).

Simone Valduga guida il grupponella foto di Francesca Grana / FIDAL
Simone Valduga guida il grupponella foto di Francesca Grana / FIDAL

L'ultima medaglia targata TN in ordine temporale è arrivata nei 3000 siepi con il ritorno sul podio di Linda Palumbo: una saggia progressione ha portato la ventisettenne della Bolghera al bronzo con un importante 10'05"01 nella scia di Pizzamano e Colli.

Tante medaglie, come non mai. E per poco alla festa tricolore non rientrava anche Alberto Nonino (Us Quercia Dao Conad), quarto nell'asta con il primato eguagliato di 4,12, stessa misura del bronzo: solo un errore di troppo ha privato il friulano di casa a Rovereto di un nuovo podio, alle spalle di Matteo Oliveri (5,50), Riccardo Befani (5,32) e Lenardo Scalon (5,12). Un Nonico che a fine rassegna è sceso in pista anche nella 4x400 dell'Us Quercia Dao Conad insieme a Samuele Delladio, Giulio Lutterotti e Pietro Carpentari per cogliere un prezioso settimo posto in 3'13"94, a pochi centesimi dal record trentino assoluto.

Autore
Luca Perenzoni
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