La staffetta maschile ad un soffio dal bronzo
E' ancora la Norvegia ad imporsi nella staffetta maschile in una calda giornata di fine inverno, ma molto primaverile. Per la nazione leader dello regolarmente succede dall'edizione del 2001 a Lahti, il settimo titolo mondiale consecutivo, intervallato dalle due sconfitte per mano di Italia e Svezia nelle ultime due Olimpiadi.
Il quartetto composto da Tord Asle Gjerdalen, Eldar Roenning, Sjur Roethe e Petter Northug ha così preceduto la Svezia come accaduto già due anni fa Oslo, ma questa volta la vittima sacrificale è stato Calle Halfvarsson, che ha provato l'azione sull'ultima salita, ma è stato ridicolizzato da Northug sul rettilineo finale. Marcus Hellner, dirottato nella terza frazione, in compenso ha mosso l'attacco insieme alla Russia guadagnando qualche metro all'ultimo cambio su Norvegia e Italia. Buone le prestazioni di Daniel Richardsson e Johan Olsson in tecnica classica, che hanno sempre mantenuto il contatto con la testa.
Medaglia di bronzo per la Russia che ha lanciato in ultima frazione il ventenne Sergei Ustiugov al posto di Ilia Chernousov. Il bicampione del mondo U23 e dominatore dei Mondiali juniores 2012 ha perso qualche metro nel finale, ma si è imposto nella volata per il bronzo. In prima frazione Evgeniy Belov aveva perso quasi venti secondi, prontamente recuperati da Maxim Vylegzhanin che ha concluso a metà gara coi primi. Alexander Legkov ha spinto nel finale della terza frazione cambiando in testa.
Un quarto posto che brucia per l'Italia che ha sognato a lungo la medaglia e forse con un'azione di David Hofer prima della volta finale, il risultato sarebbe stato possibile. Dopo una serie infinita di batoste non si possono attaccare gli azzurri che sono stati tatticamente perfetti: Dietmar Noeckler ha cambiato fra i primi dopo la prima frazione; Giorgio Di Centa non solo ha tenuto le code dei migliori in seconda frazione ma ha dato diversi scossoni che hanno messo tutti in difficoltà, escluso Dario Cologna. Per il quarantenne di Treppo Carnico, la 50km di domenica può regalare un posto fra i primi dieci; Roland Clara ha tirato per diversi chilometri in terza frazione ed è stato bravo a non perdere terreno dopo l'attacco di Hellner; il gardenese Hofer si è comportato con personalità, reagendo bene agli strappi finali con l'unico peccato di non aver prrovato a sorpassare Ustiugov prima dell'ultima salita.
La gara, molto tattica nell'ultima frazione, ha visto rientrare in gara per il podio diverse nazioni nell'ultimo giro. E' stato eroico Matti Heikkinen per la Finlandia che è rientrato sulla testa, partendo con 1'23 di distacco, un po' per il passo turistico dei leader, ma anche grazie ad una eccelsa condizione. Finlandia alla fine quinta. Sesta la Svizzera con in ultima Remo Fischer, chiamato a fare il ritmo alla ricerca di una improbabile medaglia, e in seconda Dario Cologna, decisivo per rimanere a contatto con il podio. Settima la Germania condizionata un po' in ultima frazione dalle disavventure di Axel Teichmann, ma che ha vissuto un ottimo momento in prima frazione con l'ottimo finale del giovane Hannes Dotzler.
Così le altre squadre: 8. Giappone 9. Francia 10. Stati Uniti 11. Repubblica Ceca (rientrate tutte in lotta per il podio prima dell'azione finale che ha tagliato le gambe agli inseguitori) 12. Canada 13. Kazakistan 14. Bielorussia 15. Estonia 16. Polonia 17. Ucraina.