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Corsa in montagna

A fine gara Kilian è dispiaciuto per De Gasperi

Emelie Forsberg
Emelie Forsberg

Simpatico siparietto a fine gara con Kilian Jornet Burgada felice per il record e per la vittoria ma pure dispiaciuto per aver battuto il rivale Marco De Gasperi, nei confronti del quale ha un grande rispetto. Ecco le interviste raccolte a fine competizione:
Kilian Jornet Burgada: «È stata una battaglia dall’inizio alla fine con Marco, abbiamo fatto tutto il percorso insieme dalla salita del Pordoi fino al traguardo. Sono riuscito a staccarlo nell'ascesa al Piz Boè, poi però mi ha rimontato. Com’era il percorso della Dolomites Skyrace? Bello, la neve era piuttosto morbida e qualche rischio per le ginocchia c’è, ma anche questo è il bello di queste competizioni. Ti aspettavi di battere il record che hai stabilito lo scorso anno? Con Marco, Ionut e Tadei sapevo che la gara sarebbe stata veloce e quindi sì, c’erano buone possibilità di tentare di migliorare il record e così è successo. Mi spiace un po' per Marco perché aveva le mie stesse opportunità di vincere. E' un grandissimo avversario e lo ha dimostrato anche oggi».
Marco De Gasperi: «Sono un po’ deluso, Kilian è un campione e nulla da togliere, però ci tenevo a fare bene qui alla Dolomites Skyrace e ho dato tutto. Il finale ha premiato l’atleta più forte e brillante, perché è stata una gara tirata dal Pordoi fino all’arrivo. Quando mi è andato via tra la forcella del Pordoi e il Piz Boè, perché sulla neve era superiore e correva in maniera incredibile in punti dove io faticavo, non pensavo di poterlo raggiungere ma c’ho creduto e ce l’ho fatta. Kilian poi ha attaccato tantissimo in discesa e l’ho lasciato andare davanti e ho sfruttato le sue traiettorie e siamo arrivati insieme all’ultimo chilometro, poi ho avuto qualche piccolo crampo ma non è stato questo che ha deciso la volata. Non è il massimo perdere una gara allo sprint ma è andata così, è l’ennesimo secondo posto di questa stagione ma non è finita, le nostre strade adesso si dividono per un po’ di tempo ma a settembre ci rivedremo e magari potrò avere la mia rivincita anche se sarà durissima perché al momento Kilian è il più forte skyrunner in circolazione, non a caso vince quasi tutte le competizioni a cui partecipa».
Tadei Pivk: «Jornet e De Gasperi sono di un altro pianeta, essere arrivato terzo per me è un sogno. Oggi mancava solo Jonathan Wyatt e poi il quadro dei corridori più forti al mondo poteva dirsi completo. Non avrei mai pensato di arrivare in questa posizione, visto il livello altissimo dei partecipanti ma stavo bene di gambe nonostante il Vertical di venerdì, ho forzato nell’ultimo pezzo e poi ho fatto una buona discesa. Hai vinto alla Stava ma quando c’è Jornet è più difficile trionfare? No è impossibile. Per me è già un successo essere arrivato terzo e arrivare con un tempo vicino a quello di Kilian e Marco è una soddisfazione immensa. Loro sono professionisti, hanno altri ritmi e la testa più libera. Io puntavo a restare nel gruppetto dei migliori e giocarmi le mie carte in discesa dove sono sceso fortissimo, ho rimediato anche qualche caduta ma ci sta, inoltre per me i tratti innevati sono un po’ più impegnativi perché pesando più degli altri in qualche occasione sprofondavo».
Ionut Zinca: «Il quarto posto di oggi per me va più che bene, non nascondo che ho fatto un po’ di fatica nella parte in discesa e nei tratti con la neve, visto che dopo l’infortunio alla gamba ho alle spalle solo un mese e mezzo di lavoro e devo ancora trovare la forma migliore».
Gil Pintarelli: «Sono contento della mia prestazione, sono andato forte in salita e anche in discesa ho fatto piuttosto bene, oggi puntavo a correre bene e direi che ci sono riuscito visto che al traguardo ho scoperto di essermi classificato primo tra i trentini, un di più che mi rende orgoglioso. Questa Dolomites Skyrace è stata la mia miglior gara perché, se è vero che qualche competizione l’ho vinta, il livello di oggi era altissimo quindi sono più che soddisfatto».
Paolo Larger: «Nel 2001 ho vinto con il tempo di 2 ore e 11 minuti, con quel tempo oggi si arrivava terzi, segno che negli anni la competizione si è fatta più agguerrita. Il movimento è cresciuto dalle mie prime gare del 2000, una decina d’anni fa venivano uno o due professionisti, adesso ne partecipano una ventina. Secondo me la Dolomites Skyrace ha un fascino particolare con il Piz Boè, nevai, ghiaioni, pezzi di ferrata, corde fisse e altro. Chi viene qui lo fa perché vuole correre una Skyrace vera e propria e non come tante altre che si riducono a una corsa nei boschi».
Emelie Forsberg: «La Dolomites Skyrace è la gara più corta della stagione a cui partecipo ed è stata molto emozionante e divertente. Ho costruito la vittoria soprattutto in salita, guadagnando tanto tempo nella prima parte, staccando le mie avversarie e, grazie al vantaggio accumulato, ho potuto controllare la gara nella parte in discesa anche se purtroppo non sono riuscita a battere il mio tempo dell’anno scorso».
Silvia Serafini: «Non credevo di riuscire a mantenere la mia posizione in discesa perché le spagnole sono delle discesiste mostruose. Sono contentissima di avercela fatte ed essere riuscita a migliorare moltissimo rispetto allo scorso anno. Non era facile scendere con la neve e per questo ho dovuto inventarmi una tecnica particolare scivolando sul sedere e, visto come è andata, direi che funziona abbastanza bene. Mi sono divertita tantissimo, la Dolomites Skyrace è una vera e propria skyrace».
Diego Salvador (presidente Comitato Organizzatore): «Un'altra edizione da record per la nostra manifestazione. Questi risultati non possono che darci grande soddisfazione e grafiticano il lavoro che tanti volontari svolgono nelle settimane che precedono la nostra competizione. L'anno scorso eravamo al settimo cielo per la presenza di Kilian Jornet, quest'anno avevamo pure De Gasperi. Più di così non possiamo chiedere. Poi quest'anno con la neve in quota è stato un tracciato sensazionale».

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