Marcialonga si fa a tutti i costi

Per la Marcialonga non esiste l’impossibile, prendiamo a prestito questo slogan scolpito sulla roccia del Doss Trento dagli alpini: la Marcialonga si fa! Non c’è più alcuna incertezza, oggi in conferenza stampa Alfredo Weiss, presidente del comitato organizzatore e Gloria Trettel, direttore generale, hanno tolto ogni dubbio. Facce stanche e provate le loro, ma col sorriso sulle labbra comunque. Le previsioni meteo non erano così azzeccate e la neve nei punti più bassi non è arrivata, e neppure il gran freddo. È caduta la pioggia, anche la scorsa notte, rosicchiando a chiazze la neve già pronta per la gara di domenica.
A dare supporto morale al direttivo c’erano anche due dei quattro fondatori, Roberto Moggio e Mario Cristofolini, ma c’era anche l’assessore provinciale al turismo Tiziano Mellarini in un ipotetico abbraccio delle istituzioni agli uomini delle Valli di Fiemme e di Fassa che stanno facendo l’impossibile. Lo si era già detto e bisogna sottolinearlo anche oggi.
La neve non c’è sul fondovalle? Allora la si va a prendere con i grossi camion e con i trattori dove è caduta copiosamente in quota e verrà stesa dove non ce n’è o dove manca una “spolverata”. L’operazione è già cominciata, ma non appena le condizioni lo consentiranno scatterà anche l’”operazione cannoni”, con 28 bocche pronte a sparare neve artificiale. Ad oggi sono stati prodotti 100.000 metri cubi di neve, ora ne verranno trasportati dalla montagna altri 15.000.
Quando i quattro fondatori – oltre a Cristofolini e Moggio c’erano anche Nele Zorzi e Giulio Giovannini, scomparsi recentemente - di ritorno dalla Vasaloppet del 1970 pronunciarono la storica frase “’na roba così la podesan far anca noi” (una cosa così la potremmo organizzare anche noi) non avrebbero mai immaginato quello che avrebbero generato. Oggi la Marcialonga, lo ha ribadito anche l’assessore Mellarini, è un formidabile veicolo promozionale, ma è anche un’attività che genera un concreto indotto economico nel comparto turistico e non solo. Molti dei 5.200 iscritti hanno intasato la posta elettronica della Marcialonga con complimenti e incoraggiamenti a “tener duro”. Addirittura un convento di suore col parroco locale ha istituito una veglia di preghiera perché arrivi la neve, ma gli incoraggiamenti sono giunti da tutto il mondo.
Si correrà sulla distanza dei 50 km da Campestrin (comune di Mazzin) a Cavalese, 40 km invece per la “Light” da Campestrin a Lago di Tesero.
Giuseppe Smaniotto, allenatore degli azzurri delle lunghe distanze, per la gara valida come prova della FIS Marathon Cup ha glissato i pronostici per i suoi atleti, ma Marco Cattaneo, Pierluigi Costantin, Roberto DeZolt e Tullio Grandelis con Lara Peyrot sono in buona forma. Di favoriti si è parlato in visone scandinava con Aukland, Tynell, Ahrlin, Swaerd, e con Rezac, Olle ed il campione olimpico Veerpalu pronti a dire la loro. Ma attenzione anche all’imprevedibile Valbusa, che ha vinto nel 2000. Tra le donne, ha aggiunto Smaniotto, sarà probabile un confronto tra Peyrot, e l’ha messa per prima, Pedersen, Hansson e Ek.
Sarà decisiva l’ultima salita di Cascata, ma anche la scelta dei materiali. Il gruppo dei migliori probabilmente cercherà di scappare via subito ancora a Campestrin, poi da Cascata a Cavalese sarà un durissimo lavoro di braccia e senza sciolina. Chi avrà ancora “benzina” potrà lanciare il motore a tutta. Per il vincitore anche quest’anno un trofeo “pesante”, una scultura in porfido e legno.
Partenza confermata alle 8.45 da Campestrin con diretta RAI3 dalle 9.30 alle 11.45.
Un lungo applauso ha poi chiuso la conferenza stampa, con saluti e ringraziamenti da parte della Marcialonga ai 1.200 impareggiabili volontari, alle istituzioni locali e soprattutto agli sponsor che hanno sostenuto questa nuova forte e difficile avventura.