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Sci fondo

Ad Ahrlin e Pedersen la Marcialonga numero 34

É Jerry Ahrlin il 34esimo nome da inserire nell’albo d’oro della Marcialonga. Grande prova di forza dello svedese, che taglia il traguardo di Cavalese a braccia alzate. Secondo il vincitore della passata edizione Joergen Aukland. Terzo un brillantissimo Marco Cattaneo. Tutti in un fazzoletto di soli 7”.
Al femminile, invece, a farla da padrne è lo “stagionato” talento della 43enne Hilde Pedersen, capace di fare gara a sé dal primo all’ultimo chilometro. Scandinavi anche il secondo e terzo gradino del podio, anzi svedesi: seconda Elin Ek, terza la compagna Susanne Nystrom.
Alla vigilia gli atleti erano concordi nell’eleggere la salita di Cascata quale giudice supremo della gara. Così è stato.
Gara tattica fino al chilometro 50 quella maschile, seppur condotta a buoni ritmi. Fino a quel momento c’è un gruppo formato da una trentina di unità a comandare la corsa. Presenti tutti i migliori, a partire dai primi tre della graduatoria, a loro volta seguiti dagli altri attesi big quali il ceco Rezac, gli svedesi Tynell e Svaerd, l’olimpionico estone Veerpalu col compagno di squadra Olle, i norvegesi Hallingstad e Sinnes, gli azzurri Pozzi, Di Santo, Grandelis, Schwienbacher e Carrara.
La svolta, come da pronostico, poco prima dell’imbocco della salita di Cascata, con Ahrlin a prendere in mano le redini della gara. Un ritmo davvero infernale quello imposto dallo svedese (alla sua seconda partecipazione alla Marcialonga dopo il 2° posto dello scorso anno), subito in grado di fare selezione. La risposta, a quel punto, era affidata ad uno strabiliante Marco Cattaneo, chiuso nel più assoluto silenzio fino a ieri, per lasciar parlare la pista.
La salita finale inizia dunque con Ahrlin al comando, Cattaneo secondo ed in sensibile recupero, mentre Aukland è terzo, in apparente difficoltà. Soltanto apparente perché, proprio quando la strada comincia a salire, torna ad emergere la forza bruta del norvegese, che sfrutta un’incertezza dell’azzurro Cattaneo (che scivola e perde metri preziosi) per portarsi in seconda posizione.
Distacchi minimi di lì al traguardo, ma stabili, figli di un equilibrio che ha reso incerta la gara fino all’ultimo. Tre ottime paia di braccia. Quelle di Ahrlin, le prime, seguite dal gioco di testa, quello scatto ai piedi della salita che ha sorpreso tutti. Quelle di Aukland, garanzia, capace di recuperare prezioso terreno quando il podio sembrava svanire. Quelle di Cattaneo, sorpresa, con quell’urlo di gioia sotto il traguardo che ancora rimbomba nelle orecchie della folla assiepata ai bordi del rettilineo finale. L’Italia ringrazia!
Un peccato non essersi potuti concedere il bis con Lara Peyrot, data in gran forma alla vigilia, ma incappata nella più classica delle “giornate no”. Peccato davvero, ma le prime della classe quest’oggi erano davvero imprendibili.
Al femminile è dunque trionfo Norvegia, con la 43enne Pedersen che sembra non aver proprio voglia di smettere di stupire. La sua è una gara di assoluto spessore, in testa dal primo all’ultimo chilometro. Al traguardo è sfinita, ma vittoriosa.
Seconda la pur forte Elin Ek, atleta apprezzata anche nel circuito di Coppa del Mondo. Il ritardo della svedese rimane stabile attorno ai 60”. La Ek trova poi un sussulto nel finale, ma non sufficiente per il ricongiungimento (taglia il traguardo staccata di 20”). Terza la compagna di squadra Nystrom. Lara Peyrot chiude quinta a 6’28”.
La Marcialonga Light, valida per la Coppa Italia, quest’anno si fermava ai 40 km di Lago di Tesero e incoronava il carabiniere altoatesino Florian Kostner e la poliziotta Barbara Antonelli.
Applausi, strette di mano e pacche sulle spalle anche per gli organizzatori, complimentati, quasi osannati, dagli oltre 5.200 bisonti. E Cattaneo aggiunge: “Martedì scorso non avrei mai pensato di correre. Pioveva e personalmente mi ero rassegnato all’idea di non poter gareggiare. Che dire: complimenti a tutti!”
Parole gonfie di significato, che rendono merito all’impeccabile organizzazione della Marcialonga: 34esimo successo!

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