Ted Ligety brinda al V Pay Alpine Rockfest di Andalo

Un centesimo che vale 60.000 euro. E' lo statunitense Ted Ligety il trionfatore del V Pay Alpine Rockfest di Andalo ma il fuoriclasse di Park City ha dovuto ricorrere anche ad un piccolo aiuto della Dea Bendata che gli ha concesso la vittoria con il minimo scarto sul sorprendente azzurro Giovanni Borsotti. Un solo centesimo, per l'appunto, gli ha garantito il superpremio di 60 mila euro, il più grande nel mondo dello sci. Sul terzo gradino del podio è salito largo il vincitore della prima edizione, il francese Cyprien Richard; eliminato in semifinale l'altoatesino Florian Eisath (9/o posto), Innerhofer uscito nei quarti di finale (12/o), Simoncelli e De Aliprandini fermi al primo turno; Bode Miller out ai quarti, Svindal in semifinale.
Come promesso il V Pay Alpine Rockfest regala una giornata di grande sci e di forti emozioni mista a dell'ottima musica: un mix vincente, incentrato su una formula di gara agile e spettacolare che soddisfa - e alla grande - tutti i protagonisti, sia i più fortunati, quanto chi ha dovuto rinunciare sin dalla prima mattina alla rincorsa al superpremio finale.
E con un format simile, non potevano mancare le sorprese ed i colpi di scena: ecco dunque che dopo le qualificazioni mattutine, il primo turno ad eliminazione costa caro ai due trentini Davide Simoncelli e Luca De Aliprandini mentre la semifinale presenta il semaforo rosso ad uno degli uomini più in palla della giornata, l'austriaco Philipp Schoerghofer che nelle prime discese aveva dimostrato di poter ambire senza mezzi termini al premio. E con lui abbandonano la pista al penultimo atto anche i due padroni di casa sull'Olimpionica 2 di Andalo, i norvegesi Aksel Lund Svindal e Kjetill Jansrud con Bode Miller già bloccato al parterre per gli errori commessi al secondo turno, costato caro anche a Christof Innerhofer, caduto dopo aver inforcato con il braccio destro una porta a metà pendio.
Ma alle eliminazioni eccellenti rispondono le sorprese: ecco quindi che il V Pay Alpine Rockfest lancia tra i big i due emergenti Giovanni Borsotti e Marcel Mathis: carabiniere piemontese ventunenne il primo, austriaco del Voralberg il secondo che domani andrà a festeggiare il ventesimo compleanno. Per entrambi il cammino è stato comune: qualificazione centrata agevolmente e poi prova impeccabile nei tre turni eliminatori per giocarsi il tutto per tutto contro Ligety, Richard ed Ondrej Bank, il ceco che zitto zitto ha condotto il suo sorriso tra i top five di giornata.
Sornione, Ligety ha stoccato la zampata da 60.000 euro: è stato un crescendo, quello dell'americano, che ha provato a nascondersi nei primi due turni per poi staccare in semifinale il miglior tempo assoluto di giornata (34"26) e presentarsi da favorito nella finalissima a cinque che l'ha decretato vincitore.
Nella finale si confrontano quindi Ligety, Borsotti, il campione uscente Richard, Bank e Mathis con lo statunitense a bruciare l'azzurro per l'inezia di un centesimo: 34"73 a 34"74, a seguire Richard (34"93) completa il podio, quindi Bank (35"03) ed il giovane austriaco Mathis (35"36).
Vince Ligety, sorride Borsotti nonostante l'esile divario, trionfano Andalo e la Paganella: il V Pay Alpine RockFest convince tutti e crea entusiasmo, l'Olimpionica 2 preparata alla perfezione dai tecnici degli impianti si conferma palcoscenico d'eccezione per eventi di caratura mondiale: la premiazione lascia spazio alla festa finale, accompagnata dalla musica dei Radiottanta e dai The Ducktails.
TED LIGETY: "E' il più bel Natale che potessi regalarmi, proprio prima del mese di gennaio, ovvero il momento "clou" della stagione. Mi sono divertito, ho fatto divertire ed ho vinto: penso sia il massimo, in una giornata in cui c'erano tutti i più forti gigantisti al mondo. Sorpreso di Borsotti? A dire il vero lo avevo già visto ed apprezzato in Coppa del Mondo. E' un ragazzo giovane e può crescere ancora molto. Oggi la fortuna ha girato dalla mia parte, ma lui ha ancora molti anni davanti e penso che le occasioni, se continuerà a sciare come oggi, non gli mancheranno. E' stata una vittoria stupenda, perché non solo ho vinto ma mi sono pure divertito. Per me vale quanto una medaglia. E poi... torno a casa con la valigia più pesante".
GIOVANNI BORSOTTI: "E' il centesimo più caro della storia. So che, una volta smaltita l'adrenalina della gara, ci sarà tempo per il rammarico, ma non posso nascondermi che quella di oggi è stata forse la più bella giornata della mia carriera. Quel centesimo brucia, ma l'ho preso da Ligety, il miglior gigantista al mondo. E, se guardo la classifica, posso essere contento di essermi messo alle spalle fior fior di campioni. Ho dato un segnale, ma più a me stesso che agli altri: ora sono più consapevole del mio valore e delle mie potenzialità, che in gara spesso facevo fatica ad esprimere. La formula di gara? E' semplicemente fantastica e penso che il futuro dello sci alpino sia questo".
CYPRIEN RICHARD: "Al V-Pay Alpine Rockfest riesco sempre ad esaltarmi, forse perché è proprio il format della gara che è esaltante per definizione. Due anni fa fui io a tornare a casa con l'assegno in mano, ma devo dire che sono molto contento di come ho sciato oggi, anche perché contro il Ted Ligety di questo periodo c'era ben poco da fare. E anche con il Borsotti di oggi, a cui voglio davvero fare i complimenti: mi ha impressionato".
CHRISTOF INNERHOFER: "Questa caduta proprio non ci voleva, perché stavo cominciando ad ingranare ed avevo preso le misure al tracciato, davvero spettacolare. Nella prima manche, pur non sciando bene, mi sono qualificato, mentre nella seconda, fino al momento della caduta, mi sembrava di aver sciato molto meglio e mi stavo divertendo alla grande. Il fondo era ottimo e anche il format della competizione è davvero esaltante. C'è un clima più "friendly" e si corre più liberi di testa, pensando a divertirsi e a dare tutto: perché qui conta solo vincere. Non sono ancora al top, ogni tanto ho ancora qualche fastidio alla schiena, ma i risultati arriveranno. Non ho alcun tipo di assillo: ho medaglie a casa e so quello che valgo".
DAVIDE SIMONCELLI: "Non posso nascondermelo, sono deluso. Purtroppo, ho perso l'esterno poco prima del salto finale e mi sono piantato: non arrivavo più all'arrivo. Mi dispiace, soprattutto perché il tracciato di gara era molto bello, preparato perfettamente ed anche molto difficile, ideale per una gara che vuole premiare il miglior gigantista al mondo. Non a caso a vinto Ligety, il più forte. Spero ci siano altre occasioni, perché questa formula di gara è divertente per noi e per il pubblico".