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Sci fondo

In Val di Fiemme vince Northug, Piller Cottrer si ritira

Pietro Piller Cottrer a Cavalese
Pietro Piller Cottrer a Cavalese

E finalmente è dunque arrivato il giorno di Petter Northug, che ha così vinto la prima medaglia della carriera in una gara a cronometro
Ed è un oro di quelli pesanti, conquistato con autorità e una partenza apparentemente folle, che gli ha consentito di accumulare un vantaggio sufficiente per gestire il momento di crisi dell'ultimo giro. Complessivamente a livello individuale è il quinto oro mondiale per il norvegese come le leggende Gunde Svan e Bjoern Daehlie e la seconda medaglia di questo Mondiale.
La medaglia d'argento è andata al favorito della vigilia, lo svedese Johan Olsson, che ha concentrato tutti gli sforzi e la preparazione su questa gara e si è portato a casa l'argento, recuperando molti secondi nell'ultimo giro tanto da concludere a 11"8.
Bronzo ancora targato Norvegia con Tord Asle Gjerdalen che si è confermato uomo da grande appuntamento con una splendida medaglia dopo la 50km di Oslo 2011. Male Dario Cologna, solo ottavo.
L'Italia si è comportata non come ci si aspettava, ma ci sono diversi motivi di soddisfazione. David Hofer si è piazzato 13°, con una partenza controllata e buon finale in crescendo. 21° Roland Clara che ha faticato più del dovuto. Positivo poi l'esordio del giovane valtellinese Fabio Clementi 32°, per giornata storta per Thomas Moriggl, lontano dalle posizioni che contano.

Nel pomeriggio Pietro Piller Cottrer ha indetto una conferenza stampa per annunciare il ritiro. Dopo 18 anni di Coppa del Mondo, un titolo olimpico e uno mondiale, l'azzurro Pietro Piller Cottrer dice basta e si ritira. A 38 anni vanta anche 36 podi in Coppa del Mondo (otto vittorie, tra individuali e staffette) e la Coppa di specialista distance 2009, unico italiano a riuscire nell'impresa.
"E' forse il risultato che maggiormente mi fa palpitare - ha spiegato Piller Cottrer in una conferenza stampa ai Mondiali Fiemme 2013 - perche' premia l'atleta piu' regolare della stagione, il migliore". "Ho deciso di ritirarmi - ha detto con a fianco Silvio Fauner - dopo l'incidente alla Marcialonga che mi ha impedito di partecipare a questi Mondiali". Piller Cottrer ha conquistato un oro olimpico in staffetta (Torino 2006), due argenti (Staffetta Salt Lake City 2002 e 15Km F Vancouver 2010) e un bronzo (Combinata Torino 2006). Nel 2005 vinse il titolo mondiale a Oberstdorf nella 15Km F con argento il compagno di squadra Fulvio Valbusa. Vi sono poi il bronzo della combinata a Sapporo '97 e in staffetta ai Mondiali Trondheim '97. Un'impresa seguita pochi giorni dopo dalla vittoria nella 50Km di Holmenkollen-Oslo davanti il fenomenale Bjorn Daehlie, che arrivo' al traguardo distrutto, vomitando. Divenne il piu' giovane vincitore di questa gara, la cui vittoria e' paragonabile ad una del grande slam nel tennis, e fu invitato a cena da Re Harald V. Per quest'impresa - la prima di otto vittorie in Coppa, di cui sei individuali, e 36 podi - venne soprannominato Caterpiller per la forza con cui stroncava gli avversari. Il suo grande rimpianto rimane la 50Km ai Giochi di Nagano '98. Era il grande favorito ma in una insidiosa curva fini nelle reti, in oltre un metro di neve fresca. Una trappola che lo costrinse al ritiro. "Ero incavolato nero, me ne andai a casa senza parlare con nessuno. Tutti mi dissero che avrei potuto rifarmi, che avevo tempo. Ma io ero ancora piu' nero. le occasioni non si devono lasciar a scappare. Non sapevo nemmeno se sarei poi andato a Salt Lake City. Per me era una occasione persa". L'emozione era palpabile, nella sala conferenze di Cavalese dove Piller ha dato l'addio all'aginismo e non sono mancati momenti di autentica commozione con la standing ovation della stampa internazionale. Grazie Pietro!
"Desidero ringraziare Pietro per tutto quello che ha saputo dare al fondo nazionale e internazionale - ha detto il Presidente Fisi, Flavio Roda -, è e rimarrà uno dei campioni che hanno dato maggior lustro allo sport italiano. Il suo talento, il suo modo di interpretare le gare, la sua carica agonistica e il suo stile inconfondibile, lo hanno reso vincente e popolare in tutto il mondo. E' un patrimonio sportivo che appartiene all'Italia e che la Federazione non intende dimenticare".

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